Il Codice Baudot

 

 

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Jean Maurice Émile Baudot
(Magneux, 11 settembre 1845 - Sceaux, vicino Parigi, 28 marzo 1903)

 

 

                                                                                          

 

 

                                                                       

 

 

Il codice originario fu sviluppato nel 1874 con il nome di International Telegraph Alfabet n. 1 (ITA1) e non è più in uso. Veniva codificato utilizzando una tastiera a cinque tasti dove ogni tasto corrispondeva ad un bit di un sistema di codifica a cinque livelli. Un sistema meccanico scandiva la tastiera, dopodiché liberava i tasti per permettere l'inserimento del carattere successivo.

Intorno al 1901 il codice originario fu rivisto da Donald Murray, il quale riorganizzò i caratteri, ne aggiunse di nuovi e introdusse i codici shift, che consentivano di cambiare il set di caratteri in uso. Con l'introduzione di questa codifica si cominciarono ad usare tastiere più simili alle attuali. La codifica dei caratteri fu riorganizzata in modo che i caratteri più utilizzati corrispondessero ad un minore numero di commutazioni e quindi minore usura dei meccanismi.

Una ulteriore modifica dovuta essenzialmente alla Western Union fu la rimozione di alcuni caratteri. Questa ultima versione è nota come codice Baudot oppure International Telegraph Alphabet No 2 (ITA2). Il codice ITA2 è ancora usato in alcune applicazioni e in particolare tra i radioamatori (RTTY).

 

 

 

 

Meno noto del codice Morse, il codice Baudot fu inventato nel 1870 dal francese Emile Baudot e venne usato ampiamente nei decenni successivi per le comunicazioni telegrafiche e soprattutto per le telescriventi.

Si tratta di un codice di 32 caratteri che in qualche modo precorre gli attuali codici informatici come il codice ASCII. Ogni carattere è infatti codificato con 5 bit (o cifre binarie 0, 1), con un totale di 25 = 32 caratteri possibili; in effetti questo numero viene ad essere quasi raddoppiato con un trucco simile a quello usato dalle tastiere: ogni combinazione di bit può infatti avere due significati, il primo come lettera dell'alfabeto, il secondo come cifra o carattere speciale. Per passare da una serie all'altra vengono usati due caratteri speciali il 27 per passare da lettera a cifra, il 31 per passare da cifra a lettera.

Come si vede nella tabella a lato oltre a lettere e cifra compaiono nel codice Baudot anche alcuni codici di controllo, come {cr} che sta per carriage return [ritorno carrello] o {lf} = line feed [avanzamento linea].

Diversi cifrari nati tra le due guerre mondiali furono esplicitamente progettati in funzione del codice Baudot; così fu per il cifrario Vernam e per le macchine cifranti che realizzavano uno pseudo-Vernam come la tedesca macchina Lorenz.

 

 

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